Oggi ormai è chiaro a molti, ma non a tutti che la conoscenza è costruzione di un proprio percorso nel mondo. Nel mio caso, sono le parole che mi aiutano a narrare il racconto della mia/nostra storia e lo faccio mantenendo il mio punto di vista obliquo e assolutamente non scientifico. Intervengo sul territorio mescolando pratica artistica e azione sociale, senza sapere esattamente quale risultato otterrò. Ho smesso da tempo di credermi un hacker dell’immaginario. Agisco e nulla più. Agisco per costruire sulla base della mia differenza identitaria un dialogo infinito. |